Celebrati i 50 anni di sacerdozio del Cardinale Bagnasco durante la Messa Crismale

Felice ricorrenza nella celebrazione della Messa Crismale del Giovedì Santo in Cattedrale: il Cardinale Bagnasco ha ricordato i suoi cinquant’anni di sacerdozio insieme a tutto il suo presbiterio e a tanti fedeli laici che hanno voluto esprimere la loro vicinanza e affetto.
E’ stato Mons. Nicolò Anselmi, Vescovo Ausiliare, a portare il saluto e l’augurio di tutta la diocesi all’Arcivescovo: “Queste mie parole vogliono essere soprattutto un ringraziamento a Dio e a lei per come ha vissuto questi 50 anni. Grazie perché prima ancora che nelle parole, nei gesti, lei ha reso e rende evidente a noi e a chi incontra il primato, la regalità, la signoria di Dio sulla sua vita. Il suo modo di celebrare, di pregare, di parlare, di muoversi, di vivere, manifestano la presenza viva dell’Altissimo nella sua esistenza.
Grazie, Eminenza, per il suo amore alla Chiesa, per la sua disponibilità al Santo Padre e a tutti i Papi che ha incontrato ad accettare ogni incarico, anche quelli che la obbligavano e continuano ad obbligarla ad una vita faticosa, frantumata, che trova unità solo nella volontà di Dio. E’ evidente che il Signore la ama molto, perché le ha chiesto e le sta chiedendo molto; ed è evidente che lo Spirito Santo le sta donando delle grazie particolari per sopportare carichi fisici, emotivi, intellettuali, mediatici fuori del comune. Grazie quindi per la sua docilità alla volontà di Dio. Grazie per come, in ogni circostanza, con spirito paterno la sentiamo parlare e difendere con infinita comprensione, l’agire di noi preti genovesi, deboli e fragili, ma, come le ho sentito dire più di una volta, generosi e fedeli”.

Al termine della celebrazione il Cardinale Bagnasco ha ringraziato Mons. Anselmi, Vescovo Ausiliare, per le sue parole; ha voluto esprimere il suo grazie a tutti i sacerdoti diocesani, ai secolari, ai religiosi, ma anche ai suoi più vicini e stretti collaboratori: Mons. Nicolò Anselmi e Mons. Marco Doldi, Vicari Generali, ma anche i provicari Mons. Luigi Borzone e Mons. Marino Poggi e i canonici della Cattedrale: “Ho sempre detto: un vescovo senza i suoi preti che cosa potrebbe fare? Naturalmente non soltanto dal punto di vista organizzativo e strutturale, ma soprattutto sacramentale e ministeriale. Gesù ci ha resi una cosa sola, ci ha compattati, cosi diversi e cosi profondamente uniti. Il Vescovo ha bisogno di voi come voi avete bisogno del Vescovo. Com’è bello questo! Pur nelle difficoltà e nei limiti di tutti. Essere una cosa sola emerge come un grande dono di Dio, come una grande grazia: quanto più passano gli anni, quanto più emerge questa realtà. E’ un dono da conquistare nella fedeltà di tutti i giorni. Ripenso spesso a quel passaggio dell’omelia che tocca tutti noi, cioè il gesto della prostrazione: un’immagine che non passa mai, diventa un punto di riferimento e un criterio di vita: è il tappeto di Dio su cui le anime devono passare non per fermarsi, ma per andare verso di lui. Un’immagine bella, un programma di vita, chiediamo che la Santa Vergine, madre dei sacerdoti, ci conceda di crescere in questa consapevolezza”.

(Fonte www.chiesadigenova.it)

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