La visita di Papa Francesco a Genova

 

Nove anni sono trascorsi dalla visita di Papa Benedetto alla nostra città, nove anni testimoni di cambiamenti del nostro modo di vivere, di crollate certezze che credevamo fondate sulla roccia.
Nel 2008 non avevamo ancora piena consapevolezza della portata e degli effetti della crisi economica che ha colpito l’Europa; il cambiamento della geopolitica mondiale non produceva ancora flussi migratori nei termini e nei numeri assunti ai giorni nostri.
In uno scenario alquanto mutato la nostra città ha con gioia ricevuto la visita di Francesco.
L’incontro in Cattedrale ci ha fatto riflettere sulla grande energia che si irradia dai suoi modi informali e amichevoli, ma dal pensiero inequivocabile e pieno di sostanza.
 
Abbiamo seguito con sentita partecipazione gli spostamenti e la tabella di marcia del Papa, grazie anche ai maxi schermi posizionati vicino al palco.
 
L’arrivo sulla papamobile in Piazzale Kennedy, pieno di fedeli come non mai, è stato davvero emozionante. Il Papa è transitato vicinissimo alla nostra postazione.
Abbiamo cantato insieme ai coristi di Arenzano e Voltri, e agli altri cori della diocesi, in un clima davvero toccante e straordinario, ascoltato con attenzione l’omelia del Pontefice, che ha sottolineato, fra l’altro, l’importanza della preghiera, della necessità di affidarci a Dio senza condizioni, e del mettersi in gioco per gli altri.
 
Un plauso agli amici del coro Monte Cauriol per l’esecuzione del “Ma se ghe pensu”, mai banale e piena di significati, a maggior ragione per chi, come Francesco, la può riferire anche alla sua storia famigliare.
 
Un apprezzamento e un ringraziamento sincero al nostro Cardinale Arcivescovo per le sue parole, la sempre benevola attenzione alla città, alla diocesi e a noi tutti. Il suo magnetismo colpisce sempre il cuore, entra dentro di noi, e ogni volta ci lascia migliori.
 
Un augurio speciale al Papa per il futuro del suo pontificato, con la speranza che la visita a Genova gli abbia lasciato anche una piccola parte di quanto abbiamo ricevuto noi tutti.

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